Cina e censura: Yahoo, Google e Microsoft possono coalizzarsi?
Ho trovato un post molto interessante sulle reazioni della stampa americana al caso Yahoo: in breve, non sembra che la via del boicottaggio sia molto seguita e si propongono soluzioni alternative.
Una proposta che mi pare molto interessante è di convincere Yahoo, Google e Microsoft a coalizzarsi: è una esperienza quotidiana anche da noi, come un cartello di imprese possa esercitare enorme pressione su un governo e paralizzarne le iniziative.
Se i grandi motori di ricerca facessero “muro comune” il governo cinese avrebbe davanti l’alternativa tra rinunciare totalmente ai servizi delle compagnie occidentali o ammorbidire la propria posizione.
Un’altra via è che i motori di ricerca denuncino all’opinione pubblica i casi in cui sono costrette a collaborare.
Questo è un punto che non mi trova del tutto d’accordo: ho già scritto che, a mio parere, le imprese che cooperano nella violazione dei diritti umani commettono illeciti gravissimi e non possono invocare una legislazione straniera in grave contrasto con le carte fondamentali (trattati internazionali e costituzioni). Di conseguenza i responsabili sono almeno in teoria passibili di sanzioni civili e penali.
Tuttavia è una strada interessante nei casi di violazioni meno gravi: l’articolo ricorda che si tratta di una tecnica utilizzata in passato da Google, quando fu costretta dal governo americano ad eliminare dei link a materiale protetto da copyright.
Esiste poi una serie di accorgimenti, come non conservare i dati degli utenti, salvo ciò che è strettamente necessario.
Non sono tecniche complicate e credo siano usate ogni giorno da un sacco di cittadini e di imprese occidentali nella vita di tutti i giorni: è il buon vecchio muro di gomma, una lotta non violenta, non aggressiva, ma dirompente, perchè funziona ed è difficile da controllare, persino in una dittatura.
L’articolo, per concludere, fa notare che una fonte di pressione sui motori di ricerca potrebbe venire dagli investitori.
A questo proposito, forse è il caso di rilevare che una coscienza critica dei piccoli risparmiatori può effettivamente avere qualche sui mercati, solo che, nel nostro Paese, questa coscienza critica sembra essere quasi assente.


Amnesty 












Interessante.
Comment by Marco — 28 September 2005 @ 8:36 am
Ciao Marco! Grazie!
Ho saputo che sei andato a Torino con Jtheo e sei sopravvissuto.
Complimentoni!
Comment by intempestiva — 28 September 2005 @ 3:47 pm