Il minimo che ci si possa aspettare da un Presidente del Senato è che rispetti la Costituzione.

Nell’intervento di ieri al meeting di Comunione e Liberazione, Pera ha dichiarato:

In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all’immigrazione incontrollata e si diventa “meticci”.

Si è trattato di una sonora bestemmia contro i principi fondamentali della nostra Costituzione, che recita:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Aggiungo che il termine “cittadino”, secondo unanime interpretazione (e sfido Marcellino a sostenere il contrario!), deve qui essere inteso come “uomo”: non esiste infatti la possibilità che i Costituenti intendessero riconoscere la dignità umana subordinatamente all’acquisizione della cittadinanza.

Il complesso del discorso era una frontale opposizione ai valori di solidarietà sociale:


Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

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